ORATORIO SAN GIUSEPPE

Location

Reggiolo

Chronology

2016

Client

Diocesi Reggio Emilia - Guastalla

Provided Services

Concorso di Progettazione

Dimension

1.278 mq

Il carattere precipuo di via Matteotti, la specificità del rapporto tra lo spazio pubblico viabilistico e la dimensione domestica delle corti, le relazioni che si instaurano tra il carattere rappresentativo delle facciate prospicienti la strada e gli affacci dei retri si possono cogliere facilmente percorrendo a piedi via Matteotti. Di tanto in tanto sulla cortina edilizia si aprono dei sottoportici che consentano di passare dalla strada agli spazi retrostanti, alle corti irregolari, sfrangiate, talora aperte, talora chiuse. Il carattere di tali ambiti è pubblico, semi-pubblico, privato. Le sensazioni che essi infondono è di progressiva protezione e tranquillità se li si rapporta al traffico veicolare e all’animata vita commerciale di via Matteotti.

Il progetto si basa proprio su tali riflessioni e tenta di tradurle in forma spaziale. Appare cruciale chiedersi cosa significhi progettare oggi un oratorio e cosa comporti inserire un’architettura contemporanea in un contesto segnato dalla presenza della storia.

Il tema dell’oratorio è stato ben messo in evidenza dai disegni realizzati dai bambini che hanno contribuito ad un’iniziativa di azione partecipata condotta con un architetto locale. Tali disegni in effetti rendono manifesto cosa rappresenti un oratorio nell’immaginario di un bambino. L’oratorio è un luogo di incontro, di preghiera, di meditazione, di educazione, ma è anche un gioco di svago, di condivisione di momenti ricreativi e ludici.

È un luogo che comunica un senso di domesticità allargata, condivisa con i membri della comunità dei fedeli.
Il luogo del progetto è assai particolare per una dimensione spaziale intima, commisurata alla scala umana. Per questa ragione, delle corti esistenti sul retro degli edifici il progetto riprende le dimensioni minute, la sequenzialità degli spazi, l’alternanza di ambiti introversi e di corti aperte. Il progetto si commisura al passo delle preesistenze, si conforma al respiro di pieni e di vuoti, alla successione di luminosità e di penombre che connota i sottoportici, le corti e i piccoli spazi verdi di questo brano del tessuto di Reggiolo.

Ricorrere ai disegni dei bambini come fonte di ispirazione tematica del progetto, riverberare nel nuovo i caratteri spaziali dell’antico sono quindi le due azioni intorno a cui si è costruito il progetto. Il sistema delle corti in successione non è generato soltanto dalla volontà di costruire una relazione formale con il tessuto storico, né dalla mera esigenza tecnica di dotare l’oratorio di buoni rapporti aero-illuminanti. Vi è qualcosa di più.

Vi è il tentativo di costruire una concatenazione di ambiti della percorrenza e ambiti dello stare, un’alternanza di spazi in cui godere della luce cristallina di certe giornate invernali e spazi in cui ripararsi dall’ombra della calura estiva, una sequenza di caratteri diversi delle due corti: l’una in stretta connessione con la vita urbana della via Matteotti, l’altra più legata a fatti meditativi e alla presenza della statua della Vergine Maria cui i fedeli sono molto legati.

Lo stesso grande albero preesistente sul retro assume il ruolo di un “personaggio” teatrale che media il passaggio tra lo spazio architettonico dell’oratorio a quello naturale del piccolo parco.
Il concatenarsi degli spazi coperti e scoperti, ombrosi e luminosi, artificiali e verdi si costruisce una sorta di scena fissa su cui potranno svolgersi lunghi brani della vita delle generazioni presenti e future di Reggiolo.