RECUPERO DEL CORTILE DI SAN PIETRO
 
L’obiettivo del progetto è stato quello di riacquistare alla vita monastica il cortile della Spezieria (vasto ben 580 mq.), recuperandone funzioni ed usi nel rispetto dei dati storici e documentari rifunzionalizzando, per quanto possibile, i resti recuperati della base della fontana a “fossa” con le sue tre rampe d’accesso e i marciapiedi laterali bordati dai resti dei muri di contenimenti. Le altre strutture rinvenute, vista la problematicità della loro corretta conservazione, sono state conservate e ricoperte previa posa di tessuto non tessuto. L’intervento ha così riproposto, attualizzandola, la configurazione attestata dalla cartografia ottocentesca arricchita dai ritrovamenti archeologici al fine di ricomporre l’assetto a “campi a vasca” all’interno di un’orditura a doppia croce organizzata attorno alla fontana. Dare oggi vita a un giardino è un percorso affascinante: quando questo avviene all'interno di storiche mura nell'intento di recuperare modi e usi di viverlo, ancora di più, anche se l'attuazione può risultare più complessa. Un racconto discontinuo che si misura con la contemporaneità, e le essenze presentano una gamma di scelte che vanno dal ripetibile all'evoluto. Non potendo contare su testimonianze precise, la via è stata quella di seguire indicazioni storiche realizzandole con essenze caratterizzate dalla moderna ricerca, al fine di poter contare sulla loro capacità di adattamento alle caratteristiche del luogo che vanno ad abitare, consentendone il godimento e la sopravvivenza. Così rose rampicanti ed erbacee perenni alla base ridisegnano un antico porticato, quadrati di prati verdi distendono l'anima -due segnati al centro con il simbolico olivo- e altri due riquadri pronti ad accogliere piante ed erbe in uso nella vecchia spezieria.  

Collaboratori
Arch. Francesca Ferrari  

Committente
Monastero Benedettino di San Pietro, Modena  

Luogo
Modena  

2012